Mantenimento e casa familiare
Assegno di mantenimento per i figli: come viene determinato l'importo
L'assegno di mantenimento per i figli è quantificato dal giudice in base ai criteri dell'art. 337-ter c.c.: esigenze del figlio, tenore di vita pregresso, tempi di permanenza, risorse economiche di entrambi i genitori, valore dei compiti di cura. Non esiste una tabella nazionale vincolante, ma prassi orientative adottate da alcuni tribunali.
La disciplina normativa
L'assegno può essere rivisto se mutano in modo significativo le condizioni economiche di uno dei genitori o le esigenze del figlio. La richiesta di modifica va formalizzata con ricorso, documentando il mutamento e la sua stabilità nel tempo.
Cosa valuta concretamente il giudice
- La proporzionalità tra l'importo richiesto e le risorse effettive del padre.
- I tempi di permanenza realmente praticati.
- Le esigenze effettive e documentate del figlio.
Documenti ed elementi che possono essere rilevanti
- Dichiarazioni dei redditi, buste paga, estratti conto.
- Documentazione sulle spese già sostenute direttamente.
Cosa può chiedere il genitore al giudice
- Una quantificazione proporzionata e sostenibile.
- La rivalutazione periodica secondo indici oggettivi, se prevista.
Errori da evitare
- Non impugnare un importo ritenuto sproporzionato nei termini.
- Smettere di pagare unilateralmente in caso di disaccordo, senza passare dal giudice.
Domande frequenti
Chi decide l'importo dell'assegno?
Il giudice, sulla base dei criteri di legge e della documentazione prodotta dalle parti.
L'assegno aumenta automaticamente ogni anno?
Solo se il provvedimento prevede una rivalutazione automatica, ad esempio secondo indici ISTAT.
Serve una valutazione sul tuo caso?
Ogni situazione familiare ha caratteristiche proprie. Le informazioni di questa pagina non sostituiscono l'esame dello specifico caso concreto: puoi sottoporre la tua situazione per una valutazione personalizzata.
Richiedi un colloquioNormativa citata
- Art. 337-ter c.c.
- Art. 337-quater c.c.