Separazione e divorzio

Mediazione familiare: cos'è e quando conviene al padre

La mediazione familiare è un percorso volontario con un mediatore imparziale, utile per definire accordi su figli e tempi. Il giudice può informare le parti della possibilità di avvalersene (art. 473-bis.10 c.p.c.). Non è adatta quando vi siano allegazioni di violenza domestica.

La disciplina normativa

Le norme del rito unico prevedono che il giudice possa invitare i genitori a una mediazione, che rimane un percorso volontario e riservato. Nei procedimenti con allegazioni di violenza si applicano le regole della sezione specifica (art. 473-bis.40 e seguenti c.p.c.).

Cosa valuta concretamente il giudice

  • La disponibilità reale di entrambi a un percorso volontario.
  • L'assenza di condotte violente che rendano inopportuna la mediazione.
  • Il possibile beneficio per i figli.

Documenti ed elementi che possono essere rilevanti

  • Descrizione dei temi da negoziare.
  • Un elenco di mediatori o servizi pubblici disponibili.

Cosa può chiedere il genitore al giudice

  • La sospensione di alcune scadenze per consentire il percorso.
  • La formalizzazione dell'accordo raggiunto.

Errori da evitare

  • Usare la mediazione per prendere tempo.
  • Parteciparvi senza consulenza legale preventiva.

Domande frequenti

La mediazione è obbligatoria?

No, è volontaria.

Cosa è riservato?

Le dichiarazioni rese nel percorso non possono in genere essere utilizzate in giudizio.

Serve una valutazione sul tuo caso?

Ogni situazione familiare ha caratteristiche proprie. Le informazioni di questa pagina non sostituiscono l'esame dello specifico caso concreto: puoi sottoporre la tua situazione per una valutazione personalizzata.

Richiedi un colloquio

Normativa citata

  • Art. 473-bis.10 c.p.c.
  • Art. 473-bis.40 c.p.c.

Approfondimenti correlati